
L’esperto sceneggiatore crea un racconto dall’ampio respiro romanzesco in cui gestisce ritmo narrativo e atmosfere sempre in bilico tra l’horror e il mistero, calando il lettore nel cupo clima della Spagna della Controriforma e dello strapotere dell’Inquisizione.
Senza sacrificare l’avventura, Manfredi inserisce il suo racconto all’interno di fatti storici realmente accaduti, fatta salva la licenza letteraria sui Templari, fornendo spunti di riflessione e approfondimento mai didascalici, bensì sempre cogenti alla trama. Lo stesso dicasi per i personaggi, comprimari e antagonisti, ognuno caratterialmente ben definito pur con il poco spazio a disposizione.
Antonio Lucchi, da parte sua, stupisce con delle tavole a colori eccellenti per densità e sensibilità cromatica, soprattutto se si pensa che questo è il primo lavoro in policromia del disegnatore sassarese. È con il colore che Lucchi modella corpi, lineamenti, oggetti e ambienti, in una gamma cromatica estremamente larga che sposa e rafforza le varie atmosfere narrative. Il tutto appoggiandosi a un lavoro sulla griglia bonelliana molto interessante, una sorta di evoluzione classica della stessa.
L’albo si chiude senza fili in sospeso, ma Manfredi è stato sibillino: Santiago potrebbe tornare.
Abbiamo parlato di:
Speciale Le Storie #5 – L’inquisitore
Gianfranco Manfredi, Antonio Lucchi
Sergio Bonelli Editore, luglio 2018
128 pagine, brossurato, colori – 6,30 €
ISSN: 977228446500480005







