Tilt thumb

Hanno fatto Tilt!

7 Settembre 2022
Cut Up Publishing pubblica in volume la copia (quasi) anastatica di “Tilt”, rivista a fumetti che visse solo due numeri e che provò a essere un “Mad” italiano.
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ES6263315_0308-22_CutUp_Tilt_CAS_1-1.pdfForse non tutti sanno (probabilmente chi ha meno di 40 anni) che, verso la fine del 1968, tre giovani autori esordienti si misero insieme a un affermato fumettista per provare a creare in Italia una rivista umoristica che aveva come modello un cult magazine americano del genere. Insomma, anche se per una esistenza durata solo due numeri, anche il Bel Paese ha avuto la sua Mad: si intitolava Tilt e fu una autoproduzione ante litteram scaturita dalle menti di Marco Baratelli, Alfredo Castelli, Mario Gomboli e del veterano Carlo Peroni.
Chi non conosce questa storia (ma anche chi ne ha sentito parlare), può adesso scoprirla grazie alla bella iniziativa editoriale messa in piedi da Cut Up Publishing che, in un volume cartonato di pregiata fattura, pubblica la copia (quasi) anastatica di quei due numeri della rivista. Quel “quasi” è ben spiegato nella ricca e approfondita introduzione firmata da Castelli che apre la pubblicazione, che come suo solito contestualizza con dovizia di particolari il contesto storico e fumettistico nel quale nacque la rivista e le vicende e vicissitudini che ne accompagnarono le due uscite mensili (con una terza già prevista).
Il resto del volume lascia spazio a ciò che quei due albi contenevano. Proprio come la fonte di ispirazione Mad, Tilt prendeva di mira e metteva alla berlina nelle sue pagine sia i personaggi e le pubblicazioni più in voga all’epoca nel fumetto italiano, sia la società del nostro Paese alla fine degli anni ’60 e le sue espressioni. Sfogliando il volume ci imbattiamo dunque in Diabetik, Topogino e Carobello (parodia del famoso Carosello televisivo), ma non vengono risparmiati nemmeno la allora giovane rivista Linus (che diventa Vinus), il Neutron di Guido Crepax che qui si trasforma in Proton e gli Spaghetti Western di Sergio Leone, ribattezzato Sergio Beone.
Certo ci troviamo davanti a un umorismo d’antan, a tratti un po’ becero e non raffinato, ed è Castelli il primo ad ammetterlo nella prefazione. Ma Tilt, soprattutto in molti degli addetti ai lavori del mondo del fumetto degli ultimi trent’anni del secolo scorso, ha in qualche modo lasciato una traccia e allora ben venga la possibilità di scoprire che cosa sia stato grazie a questo volume.

Abbiamo parlato di:
La preistoria di Tilt
Marco Baratelli, Alfredo Castelli, Mario Gomboli, Carlo Peroni
Cut Up Publishing, 2022
96 pagine, cartonato, colori e bianco e nero – 23,90 €
ISBN: 9788832218145

David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

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