Dieci anni fa esatti, il 31 marzo 2012, ci lasciava uno degli sceneggiatori Disney italiani (e non solo) più importanti di sempre, capace di imprimere un segno indelebile nella narrativa a fumetti disneyana e di diventare presto riconoscibile attraverso alcune caratteristiche tecniche ricorrenti, ma anche tramite una personale poetica che si rispecchiava nel modo in cui muoveva i personaggi e in generale nell’approccio semplice alla vita, fatto tra le altre cose di contrappassi morali e amore per il buon cibo, che traspariva dalle trame che creava.
Sto parlando di Rodolfo Cimino, autore friulano classe 1927, che esordì su Topolino come inchiostratore per poi reinventarsi come sceneggiatore. Ha collaborato con alcuni dei maggiori disegnatori all’attivo sul settimanale, in primis l’amico e sodale Giorgio Cavazzano e ha scritto numerosissime storie, molte delle quali veramente memorabili e seminali.
In particolare è stato un grande cantore della figura di Zio Paperone, protagonista assoluto della maggioranza dei suoi racconti, costruendone una versione peculiare ma riuscita e rispettosa.
Mi sembra incredibile che sia già passato un decennio dalla sua scomparsa, ma come sempre il calendario non mente.
Era doveroso un ricordo di Cimino su questo blog, e ho deciso di farlo su due binari: innanzitutto parlerò brevemente di tre volumi dedicati interamente al Maestro, in secondo luogo riproporrò gli articoli realizzati nella primavera del 2012 per lo speciale de Lo Spazio Bianco dedicato proprio a Rodolfo Cimino, oltre ad altri due pezzi comparsi sempre sulle pagine di LSB e riguardanti lo sceneggiatore.

I Maestri Disney Oro #35 – Speciale Rodolfo Cimino

Il secondo sceneggiatore coinvolto fu proprio Rodolfo Cimino, ben cinque anni più tardi, e la scelta era ovvia dal momento che erano sicuramente questi due i nomi di maggior rilievo per quanto riguarda la prima stagione delle sceneggiature disneyane, quelli più attivi e a loro modo rappresentanti di due modi diversi di scrivere.
Il volume si pone come un ottimo compendio dell’attività di Cimino: c’è un ottimo Zio Paperone in La triplicità progressiva (con le magnifiche matite di Giovan Battista Carpi) ma anche in Paperino e l’aurite acuta, disegnata da Romano Scarpa, nella quale è apprezzabile anche la composizione dell’intreccio. Figurano poi le prime due storie in cui appare Reginella, iconica creatura di Cimino, con un Giorgio Cavazzano stellare ad accompagnare le romantiche e sofferte vicende della sovrana. C’è poi una rara incursione nelle vicende di Topolino con I tam-tam preistorici, piacevole testimonianza di come l’autore fosse in grado di muoversi adeguatamente anche con l’altra metà del cielo disneyano portando il suo gusto per l’avventura. Ai disegni un artista che con i Topi ci ha invece sempre sguazzato, un dinamicissimo Massimo De Vita.
A livello di editoriali, come uso della collana, c’era grande abbondanza: un’accurata biografia iniziale, un interessante contributo dello sceneggiatore ed editor Stefano Ambrosio che conosceva e lavorava con Cimino, un bell’approfondimento generale di Alberto Becattini, un ricco excursus su Reginella scritto da Luca Boschi e una corposa intervista realizzata da Boschi stesso in occasione della consegna del Premio Papersera a Cimino, avvenuta a casa sua in occasione del suo ottantesimo compleanno.
Insomma, un volume bello, importante e pieno di amore.
Viaggi e tesori di Paperon de’ Paperoni

Rodolfo Cimino era scomparso da pochi mesi ed era l’occasione per la redazione di Topolino di celebrare degnamente una delle colonne portanti del pocket.
Titolo, formato e impostazione interna occhieggia un po’ al Vita e dollari confezionato nella sua riedizione riveduta e corretta nel 2007, quasi a tracciare una linea coerente tra Carl Barks e Rodolfo Cimino, una scelta che personalmente trovavo e continuo a trovare azzeccata.
Per quanto riguarda il sommario, la raccolta non punta a cogliere solo il meglio del meglio della produzione dello sceneggiatore: questo rappresenta un’arma a doppio taglio, in realtà, perché se da un lato permette di presentare anche storie meno conosciute perfino dagli appassionati di lungo corso, dall’altro rischia di raccogliere avventure non proprio al top che potrebbero non rendere giustizia all’autore. In realtà non ci sono stati grandi tonfi e nel complesso la qualità rimane piuttosto soddisfacente, e occorre notare anche la volontà di dare spazio a tutti i disegnatori che hanno collaborato maggiormente con il Maestro nel corso della sua carriera: Giorgio Cavazzano, Romano Scarpa, Giovan Battista Carpi, Massimo De Vita, Giorgio Bordini, Luciano Gatto e addirittura Silvia Ziche con l’unica storia disegnata per Cimino.
Tra le migliori nomino Paperino e l’orso del Klondyke, Paperon de’ Paperoni visir di Papatoa, Paperino e la pentola genuina, Zio Paperone e i tapirlonghi fiutatori.
Lato articoli, ritengo che non ci possa lamentare: un sentito editoriale introduttivo di Lidia Cannatella, due articoli di quattro pagine ciascuno firmati Luca Boschi che parlano dell’autore in generale e dei temi ricorrenti delle sue opere e un pezzo di Alberto Becattini sugli animali, spesso fantasiosi, che hanno popolato gran parte delle avventure ciminiane.
Pur non esente da pecche, lievi a onor del vero, l’albo è sicuramente una bella testimonianza di quanto realizzato da Rodolfo Cimino.
Topolino Classic Edition – Favole immortali del grande cantastorie Rodolfo Cimino

Per la composizione del menù si optò anche stavolta per una scelta di rappresentatività: una storia per disegnatore, con l’unica eccezione (più che giustificata!) di Giorgio Cavazzano. In questo caso, ancora più che nell’esempio precedente, le storie misconosciute l’hanno fatta da padrone e non sempre riuscendo a tenere lo standard sullo stesso livello. Ma avventure come Paperino e il ferro portafortuna, Zio Paperone in: brividi all’equatore, Zio Paperone e la tiritera della salvezza, Zio Paperone e l’oro stratosferico e Zio Paperone contro Tarzone valgono assolutamente il prezzo del biglietto.
Discorso a parte per Zio Paperone e il veliero d’argento, trattandosi dell’ultima storia di Cimino pubblicata: ai disegni un Cavazzano ispiratissimo e deciso a rendere ogni vignetta indimenticabile e sentita, approfittandone per omaggiare anche esplicitamente l’amico e collega nella quadrupla d’apertura, con i nomi delle varie isole che richiamano altrettante storiche avventure ciminiane.
Cavazzano scrive anche la paginetta di introduzione al volumetto, che per il resto offre solo un articolo di quattro paginette firmate da Stefano Ambrosio. Significativi però i saluti di diversi disegnatori interpellati per l’occasione, con brevi pensieri che intervallano le storie.
Potrebbe risultare come l’albo meno curato dei tre, ma dall’altro lato offre un sommario più vasto e diverse chicche, quindi lo consiglio parimenti.
Ciò detto, passo a linkare gli articoli pubblicati a suo tempo su Lo Spazio Bianco e incentrati su Rodolfo Cimino e il suo lavoro. In particolare per quanto riguarda quelli scritti da me dieci anni fa per lo speciale che imbastii, non garantisco la qualità intrinseca 😛
Richiamo però la vostra attenzione sulla raccolta di omaggi da alcuni disegnatori Disney e sul pezzo di Lavinia Michela Caradonna che faceva parte dello speciale per i 70 anni di Zio Paperone 🙂
Speciale Essential 11: le storie imperdibili di Rodolfo Cimino
Il regista Cimino e i suoi attori
Rodolfo Cimino: una vita con Zio Paperone
Speciale Rodolfo Cimino: La fantasia dell’apparente ripetitività
Speciale Rodolfo Cimino: Omaggi degli autori
Gli altri Paperoni: Rodolfo Cimino, formalista gentiluomo
Tesori Disney #13 – Nonna Papera e i Racconti Attorno al Fuoco (Cimino, Cavazzano, AAVV)
Ciao!
Hai scritto un articolo interessante, tra l’altro non sapevo dell’esistenza del secondo volume che hai citato, “Viaggi e tesori di Paperon de’ Paperoni”.
Cimino è un autore di cui non avevo letto molto fino a poco tempo fa. Fortunatamente, sui Grandi Classici Disney nell’ultimo anno hanno pubblicato molte storie ciminiane, così ho avuto modo di recuperare.
Le storie di Cimino che ricordo con più affetto sono alcune che ho letto quando ero piccola. Su tutte, “Paperino e l’errore del Paperzucum” è probabilmente quella che ho letto più volte e una delle più spassose! Memorabili varie sequenze, come quando i nipotini legano Paperino mentre si dimena, o quella in cui le donzelle smettono di “corteggiare” Paperino per dargli le armi. Questa storia è una piccola perla, come molte ciminiane del resto!
Di quelle che ho letto recentemente, ce ne sono molte che mi sono piaciute, se non tutte. Ad esempio, “Le trombe di Eustachio”, con tipiche atmosfere ciminiane; “I guanti di Cagliostro”, con una morale di fondo che fa da base per varie gags, e una sfumatura psicologica nell’apparente masochismo di Paperone nel continuare a maneggiare denaro nonostante il dolore che gli procura; “Lo specchio nero”, con un finale decisamente…ciminiano; “La guardiana alata”, con Carolina l’arpia carina che porta una serie di problemi a Paperone, ma si rivela essere vittima di una maledizione; infine, la recentemente ristampata “Il piffero variabile”, che intreccia sapientemente due filoni apparentemente slegati che si rivelano essere invece collegati.
E poi c’è lei, Reginella, LA sua creazione, che unisce insieme poetica, romanticismo e malinconia, tutti e tre tipicamente ciminiani. Nonostante mi manchi ancora una parte della sua saga, quello che ho letto mi ha fatto apprezzare assolutamente questa piccola papera e mi ha fatto conoscere ancora di più il grande Autore che è Cimino. Sì, che “è”, non che “era”, perché il lavoro di Cimino e il suo amore per il mondo dei Paperi l’hanno reso immortale, e alimentano ancora la fiamma della passione di vari lettori per queste opere stupende.
Credo di aver detto tutto ciò che Cimino mi ispira nelle sue letture, e concludo con la speranza di poter approfondire in futuro la conoscenza della sua opera, leggendo storie per me inedite come “Il visir di Papatoa”, “I tapirlonghi fiutatori”, “I racconti intorno al fuoco”, e tante altre, tra quelle che mi ispirano.
Ciao :))
Grazie mille per il tuo commento, Korinna, molto sentito.
La produzione ciminiana è sterminata, motivo per cui quando ero ragazzino era facilissimo se non scontato incappare in almeno una sua storia nei vari periodici di ristampe, oltre che ovviamente su “Topolino” stesso.
Ora forse è meno frequente, ma fortunatamente “I Grandi Classici Disney” si stanno impegnando a mantenerlo ben presente nel loro palinsesto, come osservi giustamente tu.
Mi fa piacere se con questo articolo ho dato l’occasione per riflessioni e ricordi legati a questo autore e alle sue storie, e ti auguro di poter presto leggere altre perle del Maestro che ancora ti mancano 🙂
Ciao!
Un grazie a te, per questo articolo che mi ha rispolverato davvero tanti ricordi.
Anzi, mi ha fatto venir voglia di rileggere qualche ciminiana che non leggo da anni!
Alla prossima!