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Lo Spazio Disney LIVE #5: anteprima

8 Febbraio 2021
Ecco svelati l’argomento e l’ospite speciale della quinta puntata di Lo Spazio Disney LIVE!

Bentornati su Lo Spazio Disney!

Domani sera sarà trasmessa – a “reti unificate” sul canale Twitch e sulla pagina Facebook di Lo Spazio Bianco – la quinta puntata di Lo Spazio Disney LIVE, la rubrica mensile di dirette streaming che si affianca a questo blog.

Ho pensato anche stavolta di pubblicare un post di anteprima per rivelare l’argomento di cui parlerò e l’ospite speciale che mi affiancherà per l’occasione.

LIVE5_anteprima_1L’appuntamento di domani sarà intitolato “Comics meet animation“: l’idea è quella di riflettere sul rapporto tra il fumetto Disney e l’animazione Disney, due mondi che hanno tanti punti in comune quanti di distanza.
L’analisi della serata verterà su quanto i fumettisti disneyani abbiano preso e prendano dalla narrativa propria degli Studios di Burbank, sulla “filosofia” produttiva degli artisti di una branca artistica e dell’altra, sulle differenze tra i fumetti e i cortometraggi animati e sulle occasioni in cui il fumetto Disney ha omaggiato esplicitamente i lungometraggi d’oltreoceano, ibridando i protagonisti di quei film con gli standard characters.

A chiacchierare insieme a me di questo argomento ci sarà Irene Rosignoli, fondatrice e figura di riferimento di Impero Disney prima e della sua “evoluzione” Imperoland poi, realtà da anni impegnata nella divulgazione e nell’approfondimento del mondo Disney extra-fumetto, a partire proprio dai prodotti animati, diventando su Facebook e non solo una delle community più attive e seguite tra quelle dedicate a questo argomento.
Conosco Irene da anni e seguo con attenzione quanto scrive per il suo sito: sono certo che la sua competenza in materia fornirà quel valore aggiunto che cerco sempre di offrire in queste occasioni.

Come già feci negli scorsi mesi, non voglio però usare questo post solo per spammare l’appuntamento di domani, e lo sfrutto invece per approfondire un aspetto specifico relativo al tema di puntata: la storia di Romano Scarpa I Sette Nani e il trono di diamanti, del 1957.

Tra i maestri del fumetto Disney italiano, Scarpa è sicuramente il più legato al mondo dell’animazione, essendosi tra l’altro dilettato in prima persona come animatore sia negli anni giovanili che molto più avanti nel tempo: una passione che l’ha quindi accompagnato per tutta la vita e che trovava nel lavoro di Walt Disney la principale fonte di fascinazione.

La sua carriera di fumettista, inoltre, si sarebbe incrociata più volte con i protagonisti di un film in particolare: Biancaneve e i Sette Nani del 1937, primo lungometraggio animato e capostipite della lunga tradizione di pellicole sfornate dalla fantasia e dall’abilità di Disney e dei suoi collaboratori.
Infatti già la prima storia che Scarpa disegnò per Topolino, su testi di Guido Martina, era ambientata in quell’universo narrativo (Biancaneve e verde fiamma del 1953) e da allora la matita e sovente anche la penna dell’autore sarebbero tornate in più occasioni a far visita a quei personaggi.

LIVE5_anteprima_2Una delle storie più significative tra queste è appunto I Sette Nani e il trono di diamanti, pubblicata vent’anni esatti dopo l’uscita della pellicola, la cui sceneggiatura è riconosciuta talvolta a Martina mentre sembra essere in realtà opera dello stesso Scarpa.
Sono tanti i motivi che rendono l’avventura particolarmente godibile, innanzitutto la commistione di figure provenienti da diversi film: il motore dell’azione è infatti il Grillo Parlante di Pinocchio (1940), che invaghito di Grimilde vuole proporsi alla malvagia regina come coscienza personale perché lei possa redimersi. Decide però di fermarsi prima a salutare i Nani, che lo trattano come una vecchia conoscenza e con cui intrattengono diverse divertenti scenette.
In quegli anni i “confini” narrativi erano molto più labili di quanto sarebbe stato successivamente, erano tempi forse più ingenui ma allo stesso tempo anche maggiormente genuini, nel permettere di fruire trame in cui personaggi di diversi contesti potevano incontrarsi e vivere avventure insieme senza troppo sbigottimento da parte di chi leggeva.

Il modo in cui si svolge la storia, poi, segue fedelmente i canoni narrativi dei film d’animazione disneyani, dove ampio spazio viene lasciato a gag concatenate, divertenti incidenti di percorso e in generale a una costruzione umoristica delle azioni che portano avanti la trama pur senza essere strettamente necessarie, specialmente nel corpo centrale. Romano Scarpa ha in mano la materia perfetta per assecondare questo andamento, i Nani disneyani, che appena messi in scena con le loro caratteristiche peculiari e il loro aspetto fanno già da soli metà del lavoro; ciò non toglie nulla all’abilità del fumettista, che ama quei personaggi e mostra di capirne bene il comportamento e le sensibilità, senza snaturarli affatto rispetto all’opera originale a cui appartengono.
Nonostante ciò Scarpa non dimentica la lezione di Walt secondo cui per ogni risata doveva esserci una lacrima: senza arrivare a momenti effettivamente tristi o drammatici, l’artista non manca di inserire momenti di tensione nel racconto, specialmente nel terribile confronto tra Grimilde e l’indifesa Biancaneve e nelle conseguenze che subisce il povero Grillo come risultato di questo scontro.

LIVE5_anteprima_3Molto più “ingessati” appaiono Biancaneve e il Principe Azzurro, annoso inciampo che riguarda queste due figure senza troppi modi per essere ovviato: la più bella del reame è imprigionata nel ruolo di fanciulla in pericolo in praticamente tutte le storie a fumetti italiane ambientate nel suo mondo, e anche in questo caso il suo ruolo non fa eccezione. Paradossalmente è il Principe a mostrare più verve, verso la fine dell’avventura, mentre nel film originale la sua presenza era fondamentalmente di sfondo.

Ma va bene così, Scarpa aveva capito che per la narrazione a fumetti umoristica occorreva focalizzarsi sui Nani e mantenere Biancaneve comunque presente, però come pretesto narrativo per il quale far muovere i sette piccoli minatori.
La sua salvezza dalle mire della matrigna sarebbe quindi stato l’obiettivo di ogni storia, per i Nani protagonisti.

Interessante è anche l’inserimento di un nuovo personaggio, la Maga Tardona, che non si limita ad essere un ulteriore cattivo ma semplicemente un ostacolo per i buoni. Viene caratterizzata in maniera solo superficialmente negativa, apparendo più che altro eccentrica, un’idea azzeccata che dona un bel quid al racconto.

Sul fronte dei disegni, qui il tratto di Scarpa è già a uno dei suoi apici: il suo Grillo Saggio è un trionfo di espressività, nell’aspetto e nelle movenze, così come i Sette Nani che ritrovano qui tutto il loro splendore nella linea morbida e dinamica della sua matita (aiutata dall’inchiostrazione di Luciano Gatto).
Sono proprio i piccoli nanetti a rappresentare il cuore dell’avventura, anche graficamente, e Scarpa infonde grande cura nei vari dettagli estetici che li distinguono l’uno dall’altro, dal girovita alla barba, dagli occhi al naso, dallo sguardo al cappello.
Molto evocativi sono infine gli sfondi, fiabeschi al punto giusto: la casetta dei Nani, il castello di Grimilde, quello di Biancaneve e in particolare il bosco vengono rappresentati con gusto e guardando direttamente alla pellicola di 1937. Non abbondano i dettagli, ma la grazia con cui vengono illustrati alberi, travi di legno, le asperità del terreno e gli animali della foresta come il bel cerbiattino che aiuta il Grillo, mostrano quanto l’autore fosse “in parte” con queste tavole.

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Tra le altre storie di Romano Scarpa con questi personaggi voglio ricordare almeno I 7 Nani e il cristallo di Re Arbor del 1986, perché in questa vicenda l’artista decide di mostrare quanto accadde appena dopo la fine di Biancaneve e i Sette Nani, con la sopravvivenza di Grimilde ancora nelle sembianze da vecchia strega e un primo nuovo piano per tornare all’attacco dell’odiata fanciulla.
Questo ci fa anche capire che non vi è una continuità logica e temporale tra le tante storie italiane ambientate in questo universo narrativo, ma ciò non ne inficia ovviamente il valore; anche se, naturalmente, non tutte le avventure nanesche possono dirsi riuscite.
La vicenda è molto piacevole ed è facile da recuperare, per chi volesse: è stata infatti ristampata su I Grandi Classici Disney dello scorso dicembre.

Sperando di avervi interessato e incuriosito, vi rimando quindi all’appuntamento di domani sera, ore 21.00, con Lo Spazio Disney LIVE: sul canale Twitch e sulla pagina Facebook di Lo Spazio Bianco.

Non mancate!


Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

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