Bentornati su Lo Spazio Disney!
Neanche il tempo di riprendersi dall’esplosiva live di ieri sera su The Fisbio Show, nella quale sono stato ospite per la super-intervista ad Alex Bertani (chi se la fosse persa la può trovate comodamente sul canale di Fisbio; poi, fra qualche giorno, la rilancerò anche qui sul blog a imperitura memoria) e già sono sotto con la successiva.

E alla vigilia di questo appuntamento, anche stavolta ecco il post di anteprima per rivelare l’argomento di cui parlerò e l’ospite speciale che mi affiancherà per l’occasione.
La live di domani sera sarà intitolata “Storia&Gloria… 50 anni dopo”. Come alcuni di voi potranno subito intuire, l’argomento scelto è la saga di Guido Martina, Romano Scarpa e Giovan Battista Carpi Storia e gloria della dinastia dei paperi, pubblicata per la prima volta nel 1970. Verranno quindi analizzati gli otto episodi che la compongono, ma ci si spingerà anche a commentare i due “seguiti” che sono stati realizzati in anni più recenti: Petronius Paperonius e la calata dei barbari (etichettato come Capitolo II-bis) di Alberto Savini e Andrea Freccero del 2005 e La nuova storia e gloria della dinastia dei paperi di Alessandro Sisti e Claudio Sciarrone del 2018.
L’obiettivo è quello di soffermarsi con attenzione, a distanza di mezzo secolo, su una lunga avventura che a suo tempo ha fatto storia, mettendone in luce pregi e limiti, in rapporto poi con la sua eredità che ha portato nel Nuovo Millennio a riprendere in mano il concept martiniano. Sicuramente si parlerà anche di Guido Martina a tutto tondo e, se ce ne sarà il tempo, sarebbe poi interessante ampliare il discorso ad altre saghe a puntata dell’autore.
Ad accompagnarmi in questa impresa ci sarà Alberto Brambilla, collaboratore fisso della “distinta concorrenza” 😛 di Fumettologica, sito di critica fumettistica per il quale spesso e volentieri scrive articoli sul fumetto Disney e umoristico in generale. Mi aiuterà a dare un taglio più critico a Storia e gloria e all’approccio di Martina.

Nel 1994 vide infatti la luce, su Topolino #2027 la storia I paralipomeni della dinastia dei paperi: le avventure di Paperin Cannoniere.
Dopo la splash page introduttiva all’avventura (che faceva quasi da copertina), la seconda pagina informava il lettore, sotto forma di un messaggio in pergamena, della natura di questo nuovo ciclo narrativo. L’avviso faceva esplicito riferimento a Storia e gloria della dinastia dei paperi, indicata come una saga di “parecchi anni fa”, e presentava i nuovi racconti come “avvenimenti che non conosciamo ancora”, sostanzialmente avventure di altri antenati di Paperino e Paperone che non erano state comprese all’interno del lavoro di Guido Martina. Si spiegava infatti che il termine paralipomeni indica appunto “cose tralasciate, omesse”.

Cionondimeno, I paralipomeni della dinastia dei paperi si fregiava di questo pedidgree, ma mettersi a confronto con un’eredità così ingombrante non giocò proprio a favore del progetto, che giocava in tutt’altro campionato.
Composto di sole tre storie in tutto, due pubblicate su Topolino tra il 1994 e il 1996 e una dirottata su Paperino nel 2003, fu orchestrato da Giorgio Figus ai testi e da Valerio Held ai disegni e si basava sostanzialmente su una cornice nel presente in cui Zio Paperone raccontava ai quattro nipoti le gesta di un loro (più o meno) illustre antenato.
Nella prima, Le avventure di Paperin cannoniere (Topolino #2027), si mostrano le vicende di un avo di Donald Duck portato per le percussioni e propostosi come tamburino nell’esercito del re ma destinato, per un disguido, al reparto cannonieri dove combinerà una serie di pasticci.
Nella seconda, Le vicende di un papero ateniese (Topolino #2097), si va invece nell’antica Grecia sotto il pericolo di un’invasione persiana. Il Paperino di quel tempo sogna di distinguersi ma, quando arriva il suo grande momento, è vittima di diversi incidenti di percorso che lo portano a un esito disastroso.

Per quanto riguarda le prime due, ad ogni modo, non si possono definire brutte storie, ma di certo non spiccano in alcun modo nel resto della produzione disneyana o anche solo nel vasto gruppo di storie che nel corso dei decenni hanno raccontato di generiche avventure collocate secoli addietro con controfigure storiche di Paperi e Topi.
Le avventure di Paperin cannoniere in realtà si presenta anche debole di per sé, come trama, composta da una sequela di gag poco amalgamate tra loro; le cose migliorano con Le vicende di un papero ateniese, dove permane la struttura a gag ma appare gestita meglio perché sorretta da una sceneggiatura più unitaria e solida (forse anche per via delle dieci tavole in più di cui gode rispetto alla precedente). Ne guadagnano in tal modo anche le stesse scenette umoristiche, maggiormente calate nel contesto e quindi meno gratuite e più godibili. Il finale a cui si giunge, in particolare, fa convergere quanto disseminato nei presupposti iniziali verso un punto definito e soddisfacente per il lettore. Resta una storia tutt’altro che memorabile, ma strappa più di un sorriso.

Per quanto in qualche modo, almeno sulla carta e negli intenti, I paralipomeni della dinastia dei paperi possiederebbero delle connessioni con l’argomento di domani e avrebbero dunque potuto trovare spazio nella chiacchierata tra me e Alberto, ho preferito destinarli a questo post perché, come avete visto, non c’è molto da dire al riguardo e ci si sarebbe forse passati sopra senza riuscire a spiegarne bene la natura. In questo modo ho potuto invece commentare con più calma quella che per i più rappresenterà una curiosità di cui non erano a conoscenza (le tre storie in oggetto hanno goduto di poche ristampe) e che per completezza ho voluto trattare.
Sperando di avervi interessato e incuriosito, vi rimando quindi all’appuntamento di domani sera, ore 21.00, con Lo Spazio Disney LIVE: sul canale Twitch e sulla pagina Facebook di Lo Spazio Bianco.
Non mancate!