Robocop

Il mio fumetto quotidiano #36: “Robocop di Frank Miller”

12 Febbraio 2020
Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020... Tratte dalle sceneggiature scartate di Frank Miller per i sequel del Robocop originale, due fumetti eccessivi e violenti in un futuro (?) cupo e disperato.

Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020… Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni suscitate da letture che avevo lasciato indietro.

La storia è nota: sull’onda del successo nelle sale di Robocop di Paul Verhoeven (1987) Holliwood mette all’opera un Frank Miller fresco de Il ritorno del cavaliere oscuro per dar vita ai sequel. Una scelta sulla carta perfetta, ma che presto si scontra con esigenze produttive che impediscono a Miller di portare su schermo tutti gli eccessi a cui aveva portato sviluppando l’ambientazione futuristica di una Detroit e di un mondo alla deriva.

Anni dopo è Steven Grant (autore e creatore tra gli altri del vigilante X per il Comics Greatest World della Dark Horse Comics) a prendere le due sceneggiature per i film e a convertirle in fumetti. Per il primo viene scelto Juan José Ryp, uno disegnatore adattissimo nonostante la sua rigidezza a rendere una citta sporca, grondante liquami, abitata da gente disperata e governata da impiegatucoli senza scrupoli assetati di potere e incapaci di pietà.

Per il secondo si affida a Korkut Öztekin, un tratto meno ipertrofico ed esagerato che restituisce un’ambientazione meno dismessa e sporca, cercando di puntare maggiormente su pose iconiche e personaggi espressivi. Alla fine sarebbe servita una via di mezzo tra i due per trovare la quadra, ma certo non è semplice.

Sebbene filtrata dalla penna di Grant non si fa fatica a riconoscere la mano di Miller nella rappresentazione di una società allo sbando, senza filtri morali e abbandonata a sé stessa, piena di individui senza scrupoli, donne avide di potere, criminali senza possibilità di redenzione. Su questo sfondo, il corpo di metallo contorto, dilaniato, coperto di fori di proiettili, stracciato, ricostruito, violato e rattoppato di Alex Murphy sembra rappresentare una delle poche speranze di umanità.

Non abbiamo sul sito una recensione del volume, ma restando in tema abbiamo parlato di un’altra miniserie sul poliziotto cyborg, con Ferdinando Maresca:

RoboCop: Vivere e morire a Detroit

Ettore Gabrielli

Ettore Gabrielli

Classe 1977, toscano, programmatore. Impara a leggere sugli Alan Ford del padre, una delle poche cose per cui si sente debitore veramente. Vorace lettore da sempre, i fumetti sono stati il mezzo per imparare e per conoscere persone e per questo sarò loro sempre grato. Nel 2002 fonda Lo Spazio Bianco, magazine dedicato al fumetto tra i più longevi e seguiti in Italia di cui è tuttora direttore editoriale. Nel 2021 ha fatto parte della giuria dei Lucca Comics Awards.

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