Gender Queer Maia Kobabe

Gender Queer: alla ricerca della propria identità

22 Febbraio 2023
L'autobiografia di Maia Kobabe è una finestra sul vasto spettro queer, e permette, oltre che di scoprirlo, anche di capirlo e accettarlo.
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È stato uno dei graphic novel più contestati negli Stati Uniti ma il suo arrivo in Italia, grazie a BeccoGiallo, è passato invece un po’ in sordina. Gender Queer – Un memoir è invero una delle letture più interessanti dello scorso anno: l’intima testimonianza di un artista, Maia Kobabe, mentre prende consapevolezza della sua identità di genere.

«Le relazioni emotive più profonde che ho avuto sono sempre state con delle donne. Voleva dire che ero lesbica?
Ma le mie fantasie sessuali riguardavano coppie di uomini. Ero un ragazzo gay intrappolato in un corpo di una ragazza?
L’esistenza di una terza opzione giaceva come un seme sottoterra.
»

Con la parola “genderqueer” si intende un’identità di genere che non rientra nel tradizionale binarismo di uomo e donna. In Italia è un termine che non si usa molto, mentre è più diffuso un suo sinonimo, ovvero “non-binario”, che, tra le altre cose, è attribuibile anche per definire le persone transgender (cioè persone che hanno cambiato il genere assegnato alla nascita da maschio a femmina o viceversa). In una società che ancora oggi fa fatica ad accettare ciò che non è conforme, questo tema è attualissimo e il memoir di Maia Kobabe è quanto mai necessario, in questo senso.

Gender Queer - Maia Kobabe

L’autorə inizia a raccontare la sua vita da quando aveva appena tre anni e mezzo. È lì, pur con tutta l’ingenuità della sua età, che inizia per Maia un percorso lunghissimo di interrogazione sulla sua sessualità. Crescendo, e in sempre più contesti, trovava molto difficile attenersi a quello che culturalmente rappresentava essere una ragazza: significava indossare delle gonne, avere dell’intimo con pizzi e merletti, portare i capelli con un certo taglio, e così via: tutti dettagli per lei insopportabili.

Gender Queer - Maia KobabeAppare evidente – non senza qualche anno di auto-analisi – che quello che sembrava un capriccio o un semplice fastidio riguardava invece la forma profonda della sua identità. Maia era biologicamente una donna, ma praticamente niente del suo modo di essere poteva conciliarsi esclusivamente con la femminilità, anzi: il suo interesse per gli uomini gay, il bisogno di vestirsi in modo neutro e il conflitto con le caratteristiche fisiche del suo corpo la portano a mettere in discussione l’etichetta che le era stata assegnata fino ad autodefinirsi, appunto, genderqueer.

Gender Queer rappresenta una testimonianza esplicita e preziosa per chi, come Maia, è vittima dei pregiudizi di una società conservatrice, ed è anche un utile strumento per orientare chi non ha mai aperto il vaso di Pandora delle identità di genere. Dentro questa biografia c’è tutto quello che serve per provare a capire cosa si prova: l’accettazione di sé, la paura di rivelarsi “diverso” dagli altri, l’eteronormatività interiorizzata e la continua interrogazione sui propri desideri.

Il tutto confezionato con uno stile vignettistico, lineare, essenziale e molto colorato – anche se non molto audace nella composizione delle tavole. Tra le migliori proposte di lettura del 2022, è un graphic novel quasi essenziale nel contesto della letteratura lgbtq+.

Abbiamo parlato di:
Gender Queer
Maia Kobabe
Traduzione di Antonia Mattiello
BeccoGiallo, 2022
240 pagine, brossurato, colori – 20,00€
ISBN: 9788833142234

Gender Queer - Maia Kobabe

 
Matteo Cinti

Matteo Cinti

Nato alla fine degli anni ottanta, Matteo si diploma come Grafico Pubblicitario a Roma nel 2007 e nello stesso anno conosce il giornale per cui lavora ancora oggi sia come grafico che come redattore. Inizia ad amare i fumetti più o meno vent’anni fa quando legge Dragon Ball per la prima volta: da quel momento la sua libreria accetta solo storie con le nuvolette, specialmente se provengono dall'oriente. Disegnare è un hobby che si porta dietro dall’infanzia e che ogni tanto riesce a trasformare in lavoro. Fiero sostenitore della bellezza nella diversità di ognuno, non perde mai la speranza di un mondo sempre più verde.

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