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Camminando per le strade di Berlino, prima dell’Orrore

4 Ottobre 2020
Credo che sul mio gusto personale di lettore gravi principalmente un fatto: non sono mai riuscito ad appassionarmi davvero a ciò che è consigliato, caldeggiato, suggerito – quando non addirittura imposto – per un imperativo morale. Forse è per questa ragione che soltanto in età adulta ho iniziato  ad apprezzare le grandi storie ispirate dai conflitti mondiali, dal dramma assurdo della Shoah, dal dolore dei popoli oppressi dai totalitarismi. Sia chiaro: non mi sogno nemmeno da lontano di mettere in discussione l’urgenza della sfida educativa che l’istruzione di ogni ordine e grado deve raccogliere su questi temi, soltanto sento di

Camminando nella Buenos Aires più spettrale di sempre

21 Settembre 2017
Parlare di un’opera più o meno unanimemente riconosciuta come capolavoro non è mai facile. Il rischio è sempre quello di ripetersi, di banalizzare, peggio ancora di inventare di sana pianta qualche sciocchezza. Parlare de L’Eternauta nel 2017 mi richiede dunque coraggio e una buona dose di faccia tosta, perché questo è davvero il caso di un fumetto – oltre che di un romanzo – che ha lasciato un solco sulla formazione e sul gusto di intere generazioni. Sulle pagine de Lo Spazio Bianco, nel 2012, Pierluigi Pedretti scriveva così: Cosa fare quando “Loro” arriveranno, togliendoci la libertà, depredando e uccidendo

Brodeck: Rapporto di un Camminatore.

14 Giugno 2017
Ogni lettore stipula a suo modo un contratto con gli autori che incontra. Certamente la sospensione d’incredulità, il più noto anche ai non addetti ai lavori e base di ogni creazione narrativa fantastica. Quello che però – più o meno spontaneamente – si è creato tra me e Manu Larcenet è un po’ diverso. Direi che tra me e l’autore francese ci sia un vero e proprio contratto di fiducia. Manu Larcenet mi ha convinto con lo spessore delle sue opere precedenti, con la sua originalità, con le sue straordinarie capacità di indagine introspettiva. Mi fido di lui, e attendo

Pantera Nera ha 35 anni

8 Febbraio 2017
Ho sempre avuto un rapporto complicato con i supereroi. Non perché non li ami, non perché mi senta immune al fascino del mirabolante, no. I fumetti di supereroi li ho sempre trovati mostruosamente difficili, questa è la verità. Ero un bambino, e frequentavo l’edicola con una cadenza troppo personale perché potesse essere sincronizzata con quella editoriale: semplicemente, compravo fumetti quando avevo i soldi. Stringevo nel pugno un paio di banconote arrotolate, mi recavo spedito verso quella casupola di carta e vetro, e sceglievo. Mi prendevo pochi istanti, perché avevo sempre l’impressione che l’edicolante mi guardasse con sospetto, ma erano sufficienti

Chiacchiere metafisiche di un Camminatore

15 Gennaio 2017
Ammetto umilmente che tutte le volte in cui mi ritrovo preso nel mezzo di una discussione su pittura e arti figurative, avverto l’urgenza di correre ai ripari e ammettere pubblicamente la mia ignoranza. Con la medesima e bruciante manifestazione di imbarazzo, accade lo stesso quando si parla di poesia. Negli anni mi sono persuaso che tutto ciò sia spiegabile in modo abbastanza semplice: la mia vita di spettatore e di lettore è da sempre attraversata dall’ossessione di comprendere. Vuoi per una curiosità dispersiva e vorace, vuoi per il retaggio indotto dagli studi tecnici, mi devo arrendere all’evidenza di un’insana propensione

Nei Labirinti di Charles Burns

28 Dicembre 2016
Al termine di un 2016 che ha segnato l’inizio del mio tragitto di camminatore nel mondo del fumetto, sento l’urgenza di raccogliere qualche pensiero sulla Trilogia X’Ed Out di Charles Burns(pubblicata da Rizzoli-Lizard). Questo blog vuole essere il diario di un viaggio, e questa – ci crediate o no – è la storia di un viaggio. Il cammino, la discesa, la ricerca, lo smarrimento infine, sono i temi di un’opera ambiziosa che travolge il lettore in un’autentica apocalisse del ricordo. Un dramma in tre atti che gradino dopo gradino rivelano il nocciolo di una vicenda che fotografa impietosamente l’interiorità ferita

What You See Is What You Get

15 Novembre 2016
Wizzywig è una storia intrigante. Wizzywig è una storia di hackers. Wizzywig descrive la genesi della controcultura cyber dei decenni passati. Per approssimazioni successive potrei avvicinarmi ad una descrizione fedele del fumetto di Ed Piskor, che Panini 9L ha pubblicato nel 2015. Tuttavia credo che parlare di Wizzywig in termini da quarta di copertina sia un grave torto all’opera, al suo spirito, soprattutto al mondo interiore che la storia di Kevin Phenicle ha risvegliato dentro di me. Perché questo fumetto abbraccia il tentativo di mettere nero su bianco una storia d’amore per la tecnologia, ma soprattutto per la sfida. Una

Sulle tracce di Kalo

1 Novembre 2016
Curiosa, la memoria. Fragile, inaffidabile. Eppure coriacea, indistruttibile. Avrò avuto sì e no otto anni, e per ragioni che non riesco a ricordare avevo accompagnato mia madre dalla sua parrucchiera. Un luogo potenzialmente imbarazzante e noioso per un ragazzino della mia indole, ma che – attraverso il filtro dei ricordi – oggi riesco a figurarmi solo come sereno, accogliente. Mi piaceva coccolarmi con i brividi che il sibilare tiepido dell’asciugacapelli mi provocava sulla schiena, e il vociare concitato attorno a me inspiegabilmente mi aiutava ad isolarmi. Non so come, il mio sguardo cadde su una pila di vecchie riviste. Ne

Memorie di un camminatore distante

23 Ottobre 2016
Appunti di lettura su Il viaggiatore distante – Vol. 1: Atlantica di Otto Gabos (Coconino Press) Poche cose mi mettono in crisi come partire. Lasciare un luogo per un altro, abbandonare certezze e comodità, abbracciare una nuova vita di relazioni esponendomi al rischio dell’inospitalità. E poi scegliere i libri da portare con me, che implica la separazione da una buona parte di essi. Romeo invece, protagonista de Il Viaggiatore Distante e alter-ego dell’autore, se potesse starebbe sempre in viaggio. Lui è diverso da me, è più spaventato dagli arrivi che dalle partenze. Eppure è afflitto bene o male dagli stessi

Appunti di viaggio…

16 Ottobre 2016
Pensando a quella che è stata fino ad oggi la mia vita di lettore – e in particolare di lettore di fumetti – le prime immagini che saltano in mente sono anzitutto i volti di una nutrita varietà di personaggi: dagli stralunati “navigatori di malinconie” di Daniel Clowes, ai “vaganti” in esplorazione di un’America sull’orlo di una crisi di nervi di Tomine, fino ai volti segnati dall’incombere di un Destino ineluttabile, gli sguardi che scrutano il terrore nei primi piani de “L’Eternauta”. Forse è così che funziona, la memoria. Immagini che si susseguono tutte apparentemente senza una logica precostituita, eppure
Cabizza

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