I Want To Say I Love Me, Poppy Pesuyama (Dynit manga, 2024)
I Want To Say I Love Me, Poppy Pesuyama (Dynit manga, 2024)

Autobiografia di unə mangaka transgender: I want to say I love me

7 Maggio 2024
"I want to say I love me" è il racconto lucido di Poppy Pesuyama, artista non binariə che tenta di superare il trauma di una molestia sul lavoro.
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I Want To Say I Love Me, Poppy Pesuyama (dynit Manga, 2024)

Pochissimi manga parlano approfonditamente di cosa significhi essere transgender. I want to say I love me è un’eccezione: non solo sviscera il tema dell’identità di genere ma affronta anche la terribile dinamica della molestia sul lavoro.
Poppy Pesuyama apre il racconto-saggio dal confronto con il suo ex datore di lavoro; a diversi anni dall’accaduto, gli fa presente che il suo comportamento è stato molesto e inaccettabile. All’epoca l’autorə si riconosceva come donna e appariva come tale e, mentre lavorava come assistente di un mangaka, questi faceva battute spinte su di ləi oppure lə toccava senza permesso invadendo i suoi spazi, persino nel bagno.

Il trauma per questi atteggiamenti è enorme e Pesuyama non risparmia al lettore neanche la più cruda riflessione o sofferenza vissuta: la difficoltà, ad esempio, ad avvicinarsi a uomini con la stessa corporatura del molestatore; il senso di colpa per non essere statə in grado di reagire; il dubbio che avrebbe evitato la molestia se fosse statə un uomo; il coraggio, raccolto con fatica, di intraprendere un percorso terapeutico per convivere con il trauma.

Il tratto è essenziale e le tavole didascaliche ricordano molto l’approccio narrativo di Kabi Nagata, mangaka che ha raccontato in diverse opere (Lettere a me stessa o La mia fuga alcolica) aspetti intimi della propria vita, come la depressione e l’alcolismo. Essenziale non è tuttavia sinonimo di inespressivo: quando Pesuyama descrive le sensazioni provate sul suo corpo durante le molestie, il segno grafico si deforma o si inspessisce, assumendo un carattere molto forte ed esplicito.

Ne emerge una lucida narrazione autobiografica che chiede al lettore un notevole impegno emotivo e che riesce, senza fare confusione, a unire i puntini di due temi apparentemente non intersecati tra loro – la presa di coscienza di essere una persona non binaria e il trauma delle molestie – in un quadro che evidenzia la tossicità e la fallibilità della società patriarcale di ieri e di oggi.

Abbiamo parlato di:
I want to say I love me #1-2
Poppy Pesuyama
Traduzione di Irene Cantoni
Dynit Manga, 2024
192 pagine, brossurato, bianco e nero – 12,90 € cad.
ISBN: 978-8833554990

Matteo Cinti

Matteo Cinti

Nato alla fine degli anni ottanta, Matteo si diploma come Grafico Pubblicitario a Roma nel 2007 e nello stesso anno conosce il giornale per cui lavora ancora oggi sia come grafico che come redattore. Inizia ad amare i fumetti più o meno vent’anni fa quando legge Dragon Ball per la prima volta: da quel momento la sua libreria accetta solo storie con le nuvolette, specialmente se provengono dall'oriente. Disegnare è un hobby che si porta dietro dall’infanzia e che ogni tanto riesce a trasformare in lavoro. Fiero sostenitore della bellezza nella diversità di ognuno, non perde mai la speranza di un mondo sempre più verde.

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