Pam, come il suono onomatopeico di un colpo improvviso di pistola. Oggi siamo abituati al bang anglosassone, ma pam è un suono onomatopeico più tipicamente italiano. D’altra parte Pam il partigiano è un albo a fumetti italiano pubblicato nel 1946, quindi con i fatti storici decisamente molto freschi. Il suo autore, Giovanni Camusso, in arte Nino Camus, durante il periodo della guerra lavorò presso le industrie aeronautiche Caproni come progettista e disegnatore. Venne però licenziato nel 1943 per ragioni politiche, e non è difficile immaginare quali siano queste ragioni.

La principale caratteristica della sua ultima opera, Pam il partigiano è, come scrive Luca Boschi, quella di raccontare:
(…) avvenimenti davvero accaduti e presentati con tanto di bollettino di guerra all’inizio di ogni episodio.
Molte delle fonti che ho consultato per scrivere queste note confermano che Camusso manteneva una grande fedeltà agli avvenimenti, senza nascondere nulla, come ben espresso in queste significative quattro vignette tratte da Il figlio fucilato (via nicoladagostino.net):

Questa storia, una delle poche non di Camusso (è stata disegnata, a quanto pare, da Paul Campani), compare sull’ultimo numero dell’omonima rivista edita da Il Cucciolo Milano: il sesto numero, infatti, non venne mai mandato alle stampe perché rimasto incompleto a causa della morte prematura di Camusso.
Relativamente alla parte artistica, ad ogni buon conto, lascio nuovamente la parola a Boschi, non avendo mai avuto la possibilità di leggere le storie di Pam:
Personaggi ben delineati e vignette di grande dinamismo caratterizzano infatti le sue belle tavole in bianco e nero, rigorosamente a sei quadretti (…). Il montaggio serrato, contraddistinto a sua volta da un dialogo privo di fronzoli e funzionale all’azione, e dalla quasi totale assenza di didascalie (fenomeno questo assai raro nel periodo), garantisce inoltre una lettura agile, veloce e coinvolgente delle storie.
Non sappiamo chi sia stato responsabile dei testi della collana (lo stesso Camus?), ma il taglio imposto ne fa un esempio innovativo nell’ambito del fumetto tout court italiano dell’epoca; privo, oltre tutto, di quella retorica un po’ melensa, che spesso caratterizza tante storie e tanti personaggi, coevi e non solo (…).
Per chi volesse farsi un’idea più precisa delle trame delle storie pubblicate, consiglio un lungo approfondimento uscito su novecento.org, mentre è possibile dare un’occhiata a qualche pagina del fumetto nella galleria in fondo al già linkato articolo di Pier Luigi Gaspa. Tra l’altro le ultime illustrazioni della galleria sono alcune delle pagine del sesto inedito numero e permettono di apprezzare una composizione della pagina dinamica e molto moderna che nulla avrebbe da invidiare, né per il tratto né per la dinamicità, a un fumetto supereroistico non solo dell’epoca, ma anche di oggi.
Infine vi propongo anche un piccolo sito dedicato alla sua opera.