Sappiate che quello che state per leggere è qualcosa di cui parliamo da un annetto circa con Lo Spazio Bianco, per cui leggete con calma che per il prossimo (le 11 miniserie marvel? gli undici cicli di storie DC? chissà… ) ci vorrà comunque un bel po’ di tempo!
Tutto comincia attorno al dicembre 2010, quando Ettore Gabrielli mi chiede di stilare una lista degli “11 migliori fumetti indipendenti italiani“, dividendo l’elenco quasi equamente tra uscite dell’anno precedente e qualche recupero “storico”. Tra gli altri, Interzona e Hard Times per quanto riguarda il passato, e un bel po’ di fumetti di quell’anno, da Kaydra di Gianluca Romano, a Burp! Deliri grafico intestinali, fanzine nata al centro sociale TPO di Bologna. Scrivo l’articolo presto, raduno le immagini, con molta fatica per Hard Times e Interzona, di cui sul web quasi non si trova memoria – e anche tra i lettori odierni, azzarderei -, invio a Ettore e non ci penso per un po’.
Al tempo “gli 11” erano molto frequenti sul sito e c’era una lunga lista di attesa prima di essere pubblicato, così qualche mese dopo chiedo a Ettore di poter rimettere mano al mio articolo, che le cose cominciavano ad invecchiare troppo. Ci rimugino su, che da quando avevo scritto io lo sapevo, che c’era un problema: semplicemente, conoscevo persone coinvolte in ogni cosa che avevo segnalato.
Scrivere un “the best of” segnalando solo amici o persone a cui voglio bene, per quanto sia convinto che tutto ciò fosse assolutamente meritato dalle proposte in esame, non mi dava una buona sensazione. Così, e siamo ancora qualche mese dopo, chiedo ad Ettore se posso rivedere interamente il tema dell’articolo. Che ho pensato: ma perché chiedere ad un ipotetico fumettaro “indipendente” un’opinione sui fumetti indipendenti: non sarebbe più bello chiedergli qualcosa su temi a lui lontani, offrendo una visione “laterale” di un dato argomento?
Così, tanto per sfatare l’idea che un autore “indipendente/alternativo” debba leggere soltanto cose affini al tipo di storie che realizza, ho proposto di farmi scrivere sugli “11 cicli di storie Marvel” migliori di sempre, secondo me.
In realtà, violo in minima parte la prima regola che mi sono dato: per una serie di incredibili coincidenze astrali e parentali, una volta ho parlato con John Buscema al telefono. Lui di fumetto italiano conosceva Castellini (ehm… immaginate il mio imbarazzo nello spiegargli che il mio modo di disegnare è un po’… uhm… diverso?), e mentre parlavamo al telefono stava lavorando: autografava confezioni di giocattoli di She Hulk. Per cui sì, tecnicamente “l’ho conosciuto”. Ma direi che il mio rapporto con lui può essere considerato differente da quelli amichevoli che ho con Gianluca Romano, Massimo Perissinotto o Officina Infernale, per citarne tre.
“11 cicli migliori” significa che ho preso in considerazione solo cicli di storie usciti su serie regolari, non miniserie e volumi. E per comodità, ho scelto di escludere anche tutto Jack Kirby, altrimenti sarebbe stato un elenco piuttosto monotono! Chiaro, non sono ancora pienamente soddisfatto di questa lista: ci sono mancanze gravi di parecchi – almeno – parimerito con quanto segnalato, dovute al sacrificio di provare a segnalare sia cose “storiche” che qualcosa di moderno. Tanto per rendere un’idea forse in una lista del genere sarebbe dovuto apparire anche il Thor di Simonson e approcciandomi a stilarla ho anche risfogliato un bel po’ di Vendicatori di Stern/Buscema/Palmer, per poi decidere di tenerli fuori almeno per mia ignoranza momentanea e scarsa propensione a rileggermene le migliaia di pagine che compongono le rispettive saghe. Spero comunque di avere tenuto un equilibrio soddisfacente, sarete voi a dirmelo, poi.
Partiamo dunque, in un ordine piuttosto casuale, con i miei 11 cicli di storie preferiti della Casa delle Idee.
UNCANNY X-MEN
di C. Claremont e J. Byrne

Uncanny X-Men
di C. Claremont e J. Byrne
Prima edizione: Uncanny X-Men 108/143 (Marvel Comics, 1977/1981)
Edizione in mio possesso: Essential X-Men vol. 1 e 2, Marvel Comics, 1996/97.
In italiano attualmente potete iniziare a leggerli dal primo Incredibili X-Men Omnibus
Marvel Italia (2011), 18,3×27,7, C., 816 pp., col., con sovraccoperta | Euro 59,00
ISBN 978-8865891216
I DIFENSORI
di J.M. De Matteis e D.Perlin

I Difensori
di J.M. De Matteis e D.Perlin
Edizione in mio possesso: All American Comics n. 14/46 (Comic Art, 1990/93) – per cui ho solo quello che è disponibile in italiano.
Edizione originale: The Defenders (successivamente rinominata in The New Defenders) n. 92/124, Marvel Comics 1981/83)
NEW X-MEN
di G. Morrison, F. Quitely e AA. VV.
Sono convinto che il bello e il brutto delle saghe di supereroi stia dentro un’unica parola: riscrittura. 
New X-Men
di G. Morrison, F. Quitely e AA. VV.
Edizione in mio possesso: Gli incredibili X-Men 17/50, Marvel Italia 2002/04.
Edizione originale: New X-Men 114/154, 2001/04.
E come Estinzione
Panini Comics, set. 2007 – 176 pagg. col. bros. – 12,00euro
ISBN 9788883436956
DEVIL
di F. Miller
Sprecherei parole a ripetere per queste storie la maggior parte delle parole spese per gli X-Men di Claremont e Byrne.
Devil
di F. Miller
Edizione in mio possesso: Marvel Omnibus Devil
Marvel Italia, 2008 (ristampato nel 2011), brossurato, 840 pp, colori, 60,00€
Edizione originale: Daredevil 158/191, Marvel Comics, 1979/83
WARLOCK
di Jim Starlin

Warlock
di Jim Starlin
Edizione in mio possesso: Play Book 31/32, Warlock Classic vol. 1 e 2 (Edizioni Play Press, 1993), 10€ l’uno
Edizione originale: Strange Tales 178/181 e Warlock 9/15, Marvel Comics, 1975.
DRACULA
di M. Wolfman e G. Colan

Dracula
di M. Wolfman e G. Colan
Edizione in mio possesso: Essential Tomb of Dracula Vol.1/3, Marvel Comics, 2004
17×26, 176 pp., col., 15,00€
Edizione originale: The Tomb of Dracula 1/70, Marvel Comics 1972/79.
HOWARD THE DUCK
di S. Gerber e G. Colan

Howard the Duck
di S. Gerber e G. Colan
Edizione in mio possesso (e l’unica reperibile al momento, a mia conoscenza): Essential Howard the Duck vol. 1, Marvel Comics, 2002. Raccoglie i numeri dall’1 al 27 della serie regolare del 1973/78 più un annual ed un paio di comparsate in compagna di Man-Thing.
CONAN
di R. Thomas e J. Buscema

Un fumetto che grazie alla sua ambientazione slegata dalla contemporaneità praticamente non invecchia mai, una vera garanzia. John Buscema a suo agio e un Roy Thomas impegnatissimo per uno dei più lunghi e belli cicli fantasy a fumetti di sempre. Evergreen.
Conan il Barbaro 1
di R. Thomas e J. Buscema
Panini Comics
17 x 26, pp. 144, col., 7,00€
ULTIMATES
di M. Millar e B. Hitch

Ultimates
di M. Millar e B. Hitch
Edizione in mio possesso: Ultimates n. 1/9 e 16/29, Marvel Italia 2002/2007
Ultimates Deluxe 1-2
Marvel Italia, 17×26, B., 160 pp., col. 13,00€
Edizione originale: The Ultimates n. 1/13 e The Ultimates Season 2 n. 1/13
MAN THING
di S. Gerber e M. Ploog

Man Thing
di S. Gerber e M. Ploog
Edizione in mio possesso (e l’unica reperibile al momento, a mia conoscenza): Essential Man-Thing vol. 1, Marvel Comics, 2006. Mike Ploog ha disegnato i numeri dal 5 all’11 e un annual, usciti nel 1974.
NICK FURY
di Jim Steranko

Nick Fury
di Jim Steranko
Edizione in mio possesso (e sinceramente non so proprio dove trovarne altri): Nick Fury Agent of SHIELD – Who is Scorpio, Marvel Comics, 2000. Raccoglie gli albi dall’1 al 3 dell’omonima serie, 1968.
Ecco qua, finito il mio primo approccio “teorico” ad un bel po’ di materiale Marvel. Rileggendo molte delle cose su cui ho scritto mi sono fatto come l’idea che il fumetto supereroistico (anche Conan, nonostante non indossi una calzamaglia, di fatto è realizzato secondo gli stilemi del fumetto escapista classico) sia particolarmente adatto a parlare ad un pubblico giovane di temi “forti” quali l’amore e la morte.
Per me, come credo per molti altri, le morti di alcuni personaggi e gli amori struggenti per altri sono stati una vera e propria forma di educazione sentimentale all’età adulta. Un ruolo a mio avviso smorzato dalla maggior parte delle storie contemporanee, dove le scelte di marketing (qualcuno ha detto Uomo Ragno?) sono diventate spesso troppo intrusive rispetto alle trame e le vite dei personaggi.
O forse, semplicemente, è giusto che noi cresciamo lasciandoci alle spalle questi fumetti, rileggendo i nostri classici del tempo e lasciando alle nuove generazioni la possibilità di leggere storie più adatte alla sensibilità contemporanea.
Claudio Calia
www.claudiocalia.it








Hai stilato una lista totalmente aderente a quel che amo di più. Un paio di appunti:
>come disegnatore il suo vero limite secondo me è, qui, essere troppo
“anziano”, non riuscire a ipotizzare vestiti, atteggiamenti, arredamenti
più o meno adeguati all’epoca in cui si svolgono le storie:
Però era anche un po’ troppo statico, secondo me. Altri disegnatori di storie classiche dei Difensori erano molto più dinamici, vedi Buscema.
>l’Uomo Ragno di chissàchi,
Sono sulla stessa lunghezza d’onda, ma tra i chissachì c’era uno Stern che, sebbene non al livello dell’innovativo Claremont dell’epoca, era un’ottimo compromesso tra la commercialità di quei tempi e quel minimo di buona scrittura necessaria. E poi, con Byrne, diede vita a un ciclo di Cap forse meno politico di quello di De Matteis ma valido (c’era Cap for president, tanto per fare un esempio).
>nel dettaglio i FQ di Byrne mi annoiavano tremendamente
Ahi, forse non siamo così sulla stessa d’onda… vabbé succede :D Byrne era più cerebrale di Claremont, legato alla science fiction laddove Chris si mostrava attento alle evoluzioni sociali, ma non era da meno per l’epica e per le idee narrative, non a caso nel bel ciclo mutante era co-plotter. Per me è come dire se voglio bene a mamma e papà, i suoi FQ e i suoi X-men sono altrettanto seminali.
Ammetto mea culpa per lo spidey di Stern, che sto rileggendo con gusto su Marvel Collection!
Mentre vabbè, con i FQ di Byrne proprio riconosco di essere io a non essere sulla stessa lunghezza d’onda, checcedevofà ;-) ?
Saluti!
c.
Trovo davvero incomprensibile l’esclusione di Spiderman 1-121 e il ciclo del Punitore di Garth Ennis.
Beh, ogni classifica innanzitutto ha una componente soggettiva, inoltre una selezione limitata lascia fuori sempre qualcosa. Come dice lo stesso autore all’inizio “ci sono mancanze gravi di parecchi – almeno – parimerito con quanto segnalato, dovute al sacrificio di provare a segnalare sia cose “storiche” che qualcosa di moderno” come il Thor di Simonson che cita come esempio di mancanza. Non c’è certo la volontà di avere la selezione “definitiva” del meglio del fumetto Marvel. :)